PERCHÉ

Perché adesso?

In poche settimane il COVID-19 ha spazzato via il mondo che conoscevamo. Le misure che dobbiamo adottare per proteggere la nostra salute hanno modificato i nostri modi di vivere e danneggiato la nostra prosperità. Siamo in lutto. Allo stesso tempo, ci stiamo riconnettendo con cose che davamo per scontate, inclusa la cultura. Stiamo anche scoprendo risorse inaspettate di gentilezza, coraggio e solidarietà nelle nostre società.

All’inizio dell’emergenza, parlavamo della nostra vita “dopo la crisi”. Ora stiamo imparando che il virus potrebbe rimanere con noi per molto tempo e che dovremo adattarci alla sua presenza. Questa esperienza sta cambiando il nostro modo di pensare noi stessi, gli altri e le comunità in cui viviamo. Sta cambiando il senso di ciò che è importante per noi, di chi ammiriamo, di come vogliamo vivere.

Qualche mese fa la città di Roma ha avviato un processo di riflessione sulla partecipazione delle persone alla vita culturale a livello locale, nella convinzione che equità, giustizia e dignità umana sono minacciate dalla mercificazione e dalle priorità dell’economia. Abbiamo sentito la necessità di contribuire ai dibattiti globali su sviluppo, cittadinanza e democrazia, dibattiti in cui la cultura, i diritti umani e le città sono purtroppo, imperdonabilmente marginali. Lo vogliamo ancora e, anzi, pensiamo che ora sia persino più importante e urgente. Se questo confronto sarà genuinamente globale, se eviterà uno storico eurocentrismo, se sarà inclusivo delle voci e delle culture emarginate, potrà condurre al rafforzamento delle istituzioni internazionali, dei programmi e delle politiche legate al ruolo della cultura nello sviluppo.

Con le sfide che provoca, una crisi comporta la responsabilità e un’opportunità di pensare oltre i confini esistenti e fare cose che prima sembravano impossibili. In poche settimane, governi, istituzioni e cittadini hanno già fatto entrambe le cose in alcuni casi. Se qualcosa di positivo potrà nascere dal COVID-19, sarà perché abbiamo avuto il coraggio di immaginare strade diverse, migliori e più sostenibili per vivere insieme, e sarà perché non ci fermeremo dopo che l’emergenza sarà finita. E le città, che entro il 2050 ospiteranno i due terzi della popolazione mondiale, sono centrali in questa sfida.

Perché la cultura?

Cultura è il modo in cui le persone trasformano l’esperienza in significato, e non solo in senso positivo o veritiero: è un potere di cui si è fatto – e si fa tutt’ora – anche cattivo uso. Cultura è il modo in cui le persone formano, esprimono, condividono e negoziano i loro valori, compresi quelli di cui sono inconsapevoli o che non riescono ad esprimere direttamente. Cultura è tutto ciò che facciamo oltre la sopravvivenza. Cultura è ogni cosa che facciamo per arricchire le nostre vite. È anche la storia che plasma le nostre azioni, anche quando ne siamo inconsapevoli. Cultura descrive il mondo e noi vediamo il mondo attraverso le sue lenti.

E la cultura è anche la risorsa rinnovabile, tutta umana, a cui ci siamo rivolti in questa crisi. La scienza ci aiuta a capire, a trovare risposte e protezione. L’arte ci offre conforto, conoscenza e intrattenimento durante l’isolamento. Entrambe sono il prodotto di ricerca, competenza, creatività e duro lavoro, non solo piacere. La cultura ci mette in connessione attraverso strade deserte, con la musica e il canto, e ci consente di dare forma ai nostri sentimenti e di condividerli con gli altri. È il modo in cui conosciamo chi siamo e in cui incontriamo gli altri. È nella cultura che raccontiamo storie, creiamo senso, sogniamo e speriamo. È la cultura che formerà i valori e il modo di essere delle città cui dobbiamo dare un nuovo volto dopo il trauma del COVID-19.

Ora più che mai vogliamo affermare il valore sociale della cultura, il cui cuore e scopo sono le persone, non i profitti. Non sappiamo ancora dire cosa ciò potrebbe significare nel mondo che sta emergendo. È un processo di scoperta, modellato dalla situazione e dalle persone che vi contribuiscono. Crediamo che le conversazioni che aiutano i cittadini a dare un senso al presente e a immaginare il futuro con speranza, siano un buon modo per ripensare la città. Questo è dove siamo oggi, il punto di partenza.

Dovremo muovere il pensiero oltre le consuetudini su concetti come cultura, città creative, urbanistica inclusiva, diritti e i doveri. Non sappiamo dove giungeremo, ma siamo convinti che abbiamo più che mai bisogno di democrazia culturale. La nostra società tutta ha bisogno di un periodo di guarigione e ripresa, ma potrà trovarsi ad affrontare una fase di maggiori conflitti e ulteriori disuguaglianze. Abbiamo bisogno di trovare una nuova direzione che includa tutti. Le vecchie risposte non lo faranno. Dobbiamo chiederci che tipo di vita vogliamo ora e per le prossime generazioni, nella convinzione che le risposte dipendono dalle risorse della democrazia e da uno spirito di generosità.

Perché Roma?

Le città sono spazi di sperimentazione e creatività. Riunire, collegare ed esplorare è nelle corde di Roma, crocevia di mondi e tempi. Partiamo da qui: con Roma come crogiolo comune per nuove idee su modelli sociali. Roma, antica e moderna, bellissima sopravvissuta, testimone di calamità, guerre e rinascite, è impegnata nell’elaborazione d’ispirazioni che trasformino nuovi paradigmi in realtà, e nel condividerli con gli altri. Questo è un invito a creare insieme un futuro alternativo in quei luoghi che oggi rappresentano un confinamento ma anche un’opportunità: LE CITTÀ.

Perché UCLG?

L’Organizzazione Mondiale dell’Unione delle Città e dei Governi Locali–UCLG è la più grande organizzazione di governi locali e regionali del mondo. Voi, noi, poggiamo sulle spalle di innumerevoli donne e uomini che hanno lavorato instancabilmente per rafforzarsi a vicenda per oltre un secolo, per elevare le nostre comunità e collaborare le une con le altre al fine di realizzare un cambiamento positivo.

Noi rappresentiamo, difendiamo e diamo risonanza alle voci dei governi locali e regionali affinché nessuno e nessun luogo sia lasciato indietro. Insieme siamo le sentinelle delle speranze, dei sogni e delle aspirazioni di ogni individuo nelle comunità di tutto il mondo, alla ricerca di una vita in cui gli ideali degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile diventino una concreta realtà e ci battiamo per un forte multilateralismo costruito dai territori del mondo. Il ruolo della cultura nello sviluppo sostenibile delle nostre comunità è una delle aree cruciali del lavoro di UCLG.

 

Se non lo hai ancora fatto, leggi qui la Carta di Roma 2020

Quali i prossimi passi?

Le dichiarazioni della Carta di Roma 2020 sono un work in progress sviluppato grazie a conversazioni avvenute tra più di 50 città e partecipanti di tutto il mondo. Nei prossimi mesi continueremo la nostra esplorazione per sviluppare, con consultazioni e collaborazioni, politiche culturali, piani ed azioni che tengano conto della specificità dei contesti locali. Solleciteremo risposte, pensieri, nuove conversazioni, dibattiti: siamo pronti a metterci al servizio di questo processo per riunire, combinare e rimodellare un nuovo ordine delle cose.